sabato 24 gennaio 2015

Il surrealismo che domina a Budrio



Due artisti figurativi, due espressioni differenti eppure affini.
Due personalità affascinanti e finemente misteriose si incontrano per realizzare un’unica mostra dall’indubbio interesse che incontrerà certo il favore di quanti vorranno apprezzare l’universo della pittura e della fotografia, sempre in continua sperimentazione e mutamento.
Dall’estro e dalla passione di Gianluca De Grossi (pittore) e Pierluigi Mioli (fotografo) nasce infatti “Surrealismo in due e tre dimensioni”, una mostra fortemente espressiva ed a tratti malinconica con sussurri di inquietudine, che verrà ospitata presso la Sala Rosa del Comune di Budrio, in via Marconi 3/b.
Una collezione di scatti e dipinti accuratamente selezionati da due artisti dell’immagine, sempre in discussione con il loro Io creativo: un lavoro creato ad hoc allo scopo di proporre un clima di forte suggestione ed emozionare sguardo e mente dello spettatore, che sarà trascinato in un vortice di emozioni dalle quali non potrà che trarre un indelebile sensazione di appagamento e riflessione per qualcosa di intangibile eppure così concreto al tempo stesso.
Entrambi gli autori delle opere sono già molto conosciuti sul territorio ed il loro lavoro ha donato loro prestigiosi riconoscimenti culturali: lo stile di De Grossi è inconfondibile per eclettismo e per la costante ricerca di una personificazione artistica che è ben presente nell’evoluzione dei suoi quadri e quindi del proprio essere interpretativo della realtà e delle emozioni provate. Pierluigi Mioli ha modellato la propria passione per la fotografia, rappresentandolo “come strumento di certificazione del reale ed allo stesso tempo viene usato come usato per rappresentare un sogno ad occhi aperti che, in quanto fotografato, è in grado di lasciare una traccia concettuale” (cit. dell’artista).

Una mostra intensa che potrà soddisfare quanti apprezzano già da tempo la produzione artistica dei due autori e che potrà avvicinare chi ha voglia di osare e provare ad intraprendere una strada emotiva sicuramente originale che non lascerà insoddisfatti.

L’inaugurazione avrà luogo il 31 gennaio presso la Sala Rosa alle ore 11 e queste le date ed orari di visita: 31 gennaio – 1 febbraio dalle 10 alle 12.30 7-8 febbraio dalle 15 alle 18.30

Fabrizio Carollo



L'angelo caduto (Mioli)


La locomotiva per l'ignoto (De Grossi)

mercoledì 2 gennaio 2013

Libri all'angolo: "La fatica di non pensare" di Mauro Fornaro

Oggi è con piacere che presento la raccolta di poesie dell'amico e collega Mauro Fornaro (http://maurofornaro.blogspot.it/), dal titolo "La fatica di non pensare" edizioni Del Faro. Vi riporto la sinossi intrigante che fa di questo libro certamente un acquisto interessante per chi ama le poesie ma anche per riflettere su molti aspetti della società contemporanea e sull'interiorità dell'io. Domande che l'autore si pone, sensazioni che trasudano dalla pagine. Una lettura consigliata per tutti coloro che vogliono accrescere la propria anima di qualcosa...di più. E per me è stato un piacere consigliarlo, anche perché da sempre grande ammiratore dello stile di questo scrittore, che condivide come me la passione per Charles Bukowsky. Già dalla splendida, malinconica e romantica copertina si può addentrarsi in un mondo fatto di profondità e elegante sensibilità. Sinossi dell'opera: Si possono scrivere belle poesie? Può la solitudine essere creativa? Le risposte a queste e ad altre domande che l’autore si pone, si trovano tra le pagine di La fatica di non pensare, ultima opera firmata Mauro Fornaro. Vi ritroviamo le medesime tematiche de Una complessa semplicità: riflessioni critiche sull’attualità politica, solitudine e incomunicabilità nella società contemporanea, Charles Bukowski e la letteratura americana. Ma anche Rousseau, l’Argentina, i Tupac Amaru. Un’aspra critica ai nostri governanti è seguita da una descrizione della Turchia cara a Mauro, quindi racconti di vita, talora righe colme di tenerezza. E poi, gli alberghi. A questi luoghi di passaggio, contenitori temporanei di mille storie diverse, Mauro dedica un’intera sezione, la più interessante del libro: si tratta di scene di grande immediatezza, quasi brani cinematografici. Difficile immaginare come tutto ciò possa convivere in una sola opera. Eppure, come il “lungo girovagare dei pensieri che portano in nessun posto”, così i componimenti si susseguono senza un filo logico e forti del verso libero. Forse in questo sta il fascino della raccolta: girovagare insieme a pensieri dell’autore ha il suo perché. Edizioni DEL FARO 12,50 euro

martedì 26 aprile 2011

C'era veramente una volta...



Ecco la VERA storia di Cenerentola...pardon, di Cenerantola.
Buona lettura a tutti...ma se siete affezionati alle favole che vi leggevano da bambini, vi sconsiglio di andare oltre! ;-)))

Fab.




C’era veramente una volta, tanto tempo fa in un mondo fantastico ed incantato, una fanciulla di nome Cenerantola.
Cenerantola era molto bella: occhi azzurri come le acque cristalline e pure di un lago di montagna; le labbra sottili e morbide, di un rosa invitante. I capelli d’oro, lunghi fino a massaggiare quasi interamente la schiena sinuosa e lisci come la seta più pregiata. Lo sguardo dolcissimo, traboccante di bontà ed il corpo ancora acerbo di un’adolescente, eppure già molto affascinante e seducente.
Cenerantola era tanto bella quanto sfortunata, purtroppo: viveva in un grande castello ai margini del regno.
La madre mai conosciuta ed Il padre, morto di scarlattina qualche anno addietro, l’aveva lasciata in balìa della matrigna e delle due sorellastre, che non facevano altro che vessarla ed umiliarla giorno dopo giorno, relegandola al ruolo di sguattera, cuoca ed imponendole le mansioni più faticose e difficili.
Entrambe invidiose della sua incredibile bellezza, le sorellastre non perdevano occasione di schernirla anche di fronte agli ospiti che frequentavano il castello e la matrigna non mancava mai di ricordarle che era soltanto grazie alla loro generosità se lei poteva ancora usufruire di vitto e alloggio, se così si potevano considerare un piccolo angolo nella soffitta ed un paio di frugali pasti al giorno, fatti dagli avanzi dei pranzi e delle cene che lei stessa preparava.
Ogni giorno, Cenerantola piangeva nel buio della sua squallida prigione, sperando che il suo incubo potesse finalmente avere fine e che anche la sua vita divenisse una favola come aveva sempre desiderato.
Nelle lacrime di Cenerantola brillava ancora la speranza di conoscere un principe che potesse innamorarsi di lei: un giovane e ricco nobile che avesse la capacità di guardare oltre i vestiti sporchi e stracciati e l’aspetto sciatto. Qualcuno che potesse andare al di là del viso ormai stanco e frustrato e venisse rapito dai suoi occhi al punto da innamorarsi perdutamente e portarla via dall’inferno nel quale galleggiava ed in cui avrebbe, prima o poi, finito per sprofondare.
Ma era una speranza che si faceva più lontana ogni giorno che passava, purtroppo: una speranza schiacciata dalle angherie delle sorellastre e dalla fredda indifferenza della matrigna, troppo indaffarata a procacciare mariti per le due piccole streghette che aveva osato mettere al modo e che erano certamente più brutte di un rospo di palude. Nessuno ad aiutare la povera Cenerantola, nessuno ad asciugare le copiose lacrime, nessun principe a bussare alla lurida porta della soffitta per avvicinarsi e darle un bacio, sussurrandole la fine delle sue pene.
Non avrebbe resistito ancora a lungo...non avrebbe mai potuto sopportare ancora.
Una notte, però, nel buio e nell’umido del suo giaciglio, una luce azzurra ed intensa, apparsa dal nulla, la svegliò e la spaventò.
Un piccolo globo rotante di fronte a lei che si fece sempre più grande fino a comporre la forma di una fata dall’aspetto simpatico, forse un po’ troppo sovrappeso.

“Chi sei tu?” chiese timidamente Cenerantola, ancora spaventata.

“Mia dolce Cenerantola. Non devi avere paura. Io sono la fata Mammina e sono qui per aiutarti.” Rispose la benevola apparizione, sfoggiando un sorriso rassicurante che tranquillizzò la sfortunata ragazza.

“Mi porterai via di qui?” le domandò Cenerantola, colma di fiducia.

“Purtroppo non posso. Ma sappi, dolce Cenerantola, che, tra qualche giorno, un giovane principe arriverà in città assieme alla sua famiglia ed alla sua corte. Ci sarà una grande festa e si terrà un bellissimo ballo durante il quale il giovane potrebbe innamorarsi di una splendida ragazza e decidere di farla sua sposa. Quella fanciulla potresti essere tu, piccola mia!”

“Oh, fata Mammina! Sarebbe stupendo! Sarebbe tutto ciò che ho sempre desiderato ma come posso riuscire a realizzare questo bellissimo sogno? Guardami anche tu: non mi farebbero mai entrare a corte con questi vestiti e con il mio aspetto vergognoso. Ed anche se avessi una possibilità, sono sicura che la mia matrigna e le mie sorellastre mi impedirebbero anche solo di mettere il naso fuori di qui. Probabilmente, mi chiuderebbero a chiave nella soffitta fino a quando il ballo non sarebbe terminato ed il baldo principe non avrebbe già fatto la sua scelta. Sono certa che anche loro ambiscono a tanta ricchezza e splendore e faranno qualsiasi cosa per riuscire nel loro intento.”

“Questo è vero ma racchie come sono, non avranno una chance nemmeno per sbaglio. Tu puoi essere la prescelta, Cenerantola...ma devi affrettarti e fare la tua scelta: ci sono mille cose da fare se vuoi inseguire le speranze che ti hanno tenuta in vita sino a questo momento!”

“Oh, ti prego, dolce fata! Fai un incantesimo che possa donarmi il più elegante degli abiti. Poni la tua bacchetta magica sul mio capo in modo che possa donarmi ancora la bellezza che i massacranti lavori al castello hanno soffocato e rovinato! Aiutami, ti prego!”

“Mia piccola Cenerantola: vorrei tanto poterti aiutare ma non mi è permesso. I miei poteri non sono così grandi come vorresti. Io sono soltanto un sogno, mia dolce fanciulla! Un’incarnazione dei tuoi desideri e dei tuoi sogni. Ma i sogni possono trasformarsi in realtà, piccola mia! Solo tu, nel tuo cuore e con la tua forza, puoi avere la possibilità di concretizzarli e sono sicura che sai anche come. Questa può essere la tua ultima opportunità di afferrare la felicità che hai meritato da sempre e che sempre ti è stata negata dalle arpie che dormono ai piani di sotto! Non avere paura di seguire ciò che pensi, Cenerentola: perché è la sola cosa che ti può rendere libera e può far sì che il principe sia solo tuo. Per sempre tuo. Pensa attentamente a quello che ti ho detto ma non pensare troppo: agisci! Insegui i tuoi sogni e rendili realtà! Addio!

“No! Fatina, ti prego aspetta! Non mi lasciare sola! Resta con me!”

Troppo tardi: così com’era apparsa, la fata Mammina tornò ad essere un globo celeste splendente ed anche questo si dissolse in un lampo, rigettando la soffitta nel più tetro buio e lasciando che il fetore della muffa che si arrampicava sulle pareti, invadesse ancora il delicato naso sottile di Cenerantola, riportandola nella triste normalità e convincendola che si trattasse, effettivamente, solo di un sogno.
Quel nauseabondo aroma, tuttavia, ebbe il potere di scuotere i pensieri e la mente della fanciulla, inducendole infine a prendere la decisione tanto attesa. Per quanto fosse stato un sogno, la fata aveva ragione da vendere e le sue sagge parole rimbombavano ancora tra le pareti dell’indegna dimora della giovane schiava.

Insegui i tuoi sogni! Rendili realtà!

Questo era tutto ciò che doveva fare. Che andava fatto.
Notte fonda.
L’intero castello immerso nell’oscurità e le tre megere nel sonno più profondo. Il loro sonoro russare lo confermava senza alcun dubbio. Avvicinatasi pian piano alla stanza della matrigna, Cenerantola scostò leggermente la grande porta fino ad entrare di soppiatto; pochi passi felpati per raggiungere il letto a baldacchino, sul quale la vecchia dormiva pesantemente, gli occhi coperti da un’assurda mascherina da notte argentata, una crema puzzolente spalmata sulle guance raggrinzite ed un mare di bigodini infilati nei capelli grigi, con il compito di proteggere la permanente, così generosamente chiamata.
Cenerantola si fermò accanto a lei, fissandola con gli occhi azzurri che penetravano l’oscurità della stanza: dalla bocca spalancata della matrigna, colava uno schifoso rivolo di bava.
Quanto la odiava! Quanta rabbia provava nei confronti di quella maledetta donnaccia che l’aveva trattata peggio di una scrofa! Per anni!
Solo in quel momento, Cenerantola si rese conto di tutto il furore che nutriva per quella serpe dalle sembianze quasi umane. Mai una scelta poteva essere più giusta. Mai una decisione poteva essere più oculata.
La paura di ciò che stava per fare era scomparsa come per incanto e la forza d’animo si era fatta via via più intensa. Cenerantola alzò al cielo la pesante e voluminosa mannaia da cucina, la cui lama brillò per un momento alla luce della luna che filtrava dalla finestra alle sue spalle. Rise quasi malignamente prima di abbatterla con forza nel cuore della miserabile donna.
Nessun grido: solo una orribile smorfia di dolore ed il rivolo di bava risucchiato dalla bocca, in un ultimo, disperato sospiro spezzato.
E sangue. Tanto tanto sangue ad imbrattare le lenzuola ed il comodino in legno di ciliegio.
Un secondo colpo, dato con più forza e più convinzione: la lama si conficcò bene dentro l’addome, sfoggiando un suono disgustoso ed umido di budella spiaccicate, prima di sollevarsi ancora e di infierire di nuovo nel corpo vecchio e morbido. Un colpo al collo, un altro alla spalla destra, poi un altro ed un altro ancora: l’odio accumulato per troppo tempo andava affievolendosi dopo ogni affondo, lasciando il posto alla stanchezza ed al senso di benessere e serenità poiché la prigione era stata abbattuta ed i suoi desideri si stavano davvero realizzando.
Il grande letto gocciolante di sangue...le membra sparse un po’ ovunque e le pareti vicine dipinte di un rosso che la notte figurava nero, come inchiostro impazzito. La maschera da notte leggermente spostata a far trapelare una pupilla dilatata ed uno sguardo stupito e dilaniato come il corpo; l’assassina felice in piedi, a godersi lo spettacolo. La mannaia ancora stretta in mano, grondante di brandelli di carne.
Finalmente libera! Finalmente felice!
No, non ancora: mancavano le altre due.
Ancora più divertente uccidere le due sorellastre nel sonno: decapitarle con un colpo secco e vedere la fontana rossa imbrattare i cuscini fu uno spettacolo davvero curioso ed ironico ed ancor di più fu soddisfare la curiosità di scambiare le due teste e porle sul collo del corpo altrui. Un effetto strano ma certamente erano comunque orrende anche con la testa scambiata.
Adesso, Cenerantola era davvero una ragazza libera. La fata Nonnina aveva ragione; ora doveva solamente occuparsi di dettagli che non potevano essere trascurati; ridurre a piccoli pezzi i tre cadaveri tutta sola non fu certo un lavoro facile e di poca fatica: non avrebbe mai pensato che le ossa umane potessero rivelarsi tanto resistenti.
Ci volle quasi tutto il resto della notte per finire il lavoro e quando il sole spuntò timidamente all’orizzonte per dare il benvenuto alla nuova e propizia giornata, la fanciulla aveva terminato l’ultima fatica che la vedeva protagonista all’interno di quel maniero tanto detestato.
Cenerantola era esausta ma c’era ancora molto da fare: anzitutto, doveva pulire sé stessa da tutto il sangue e levarsi di dosso l’insopportabile puzzo delle tre megere. Quindi avrebbe dovuto scegliere il vestito più bello ed i gioielli più preziosi; acconciarsi alla perfezione la chioma dorata e truccarsi per apparire ancora più bella ed attraente di quanto già non fosse.
Certo, avrebbe dovuto fare tutto da sola ma era la cosa che aveva sempre desiderato e che ora poteva realizzare senza alcun ostacolo; dal canto loro, i ratti parlanti della soffitta, da sempre amici consolatori della sfortunata ragazza, erano ben lieti di gioire della vittoria della loro beniamina ed anche di cibarsi dei resti delle viscide padrone di casa, senza essere affatto schizzinosi.
Il bagno caldo ed i profumati aromi dei sali orientali, sciolti nell’acqua, la ritemprarono. Si concesse un riposo nel letto a baldacchino della matrigna, prima di prepararsi e di convincere il cocchiere di famiglia a condurre la carrozza che l’avrebbe portata prima in città e poi a corte. Non fu difficile d’altronde: l’uomo, da sempre innamorato della giovane, le concesse i suoi servigi in cambio di una serie di carezze al seno sodo e morbido ed un paio di lunghi baci sulle labbra, con la promessa che presto avrebbe avuto qualcosa di molto più sostanzioso. In quel momento, il vetturino non avrebbe mai pensato di finire in una palude lungo la strada, con la gola tagliata: utile portare ancora con sé la mannaia e disfarsene gettandola nelle acque melmose assieme al corpo.
Fu un ballo meraviglioso: il primo ma anche il più bello di tutta la sua vita.
Bella e sorridente come una vera principessa, Cenerantola venne notata subito dal giovane principe, che la concupì tra tutte le altre dame; ballarono stretti nel centro dell’enorme salone, adornato a festa, per almeno due ore, ammirati da tutti i presenti.
Non cessarono mai di guardarsi negli occhi e di scambiarsi profondi sorrisi innamorati, preludio di un legame che spingeva prepotentemente per poter emergere. Anche il Re stesso non avrebbe potuto desiderare nuora più bella.
Ed il costante brillare delle scarpette di cristallo, sottratte all’ampio guardaroba della matrigna, che di bello aveva solo i piedi, rapirono l’attenzione sia del giovane erede al trono che della maggior parte degli invitati, senza mancare di suscitare una certa invidia nelle pretendenti rimaste a bocca asciutta.
Era fatta: il coronamento del suo sogno d’amore e la realizzazione del sogno più bello. La piccola Cenerantola si guadagnò meritatamente la sua felicità: d’altronde, aveva compiuto notevoli sforzi per ottenerla: eliminare le tre arpie era stato ancora più faticoso che affrontare un dragone! E certamente le racchie avevano un alito molto più pestifero!
Molto presto, i due giovani si sposarono e la prima notte di nozze, le ottime doti amatorie della fanciulla poterono fugare qualsiasi altro dubbio, se mai ce ne fosse stato ancora qualcuno, dalla mente del principe, riguardo la sincerità del suo sentimento nei confronti della giovane moglie che così sorprendentemente, l’aveva conquistato e fatto suo per sempre.
Al pranzo di nozze non mancarono Bianconaso, stretta al suo principe e freschi di nuova ricchezza, dopo che lei ebbe avvelenato i sette tappi per impadronirsi della miniera di diamanti: quei piccoli mostriciattoli non sospettarono nulla e si accorsero di essere stati tremendamente sciocchi solo nel momento della loro morte.
Cappuccino Arrossato arrivò in compagnia di Ezecchino Lupo, con il quale ebbe stretto un patto per eliminare nonna e madre e divenire padrona di ben due proprietà e del terreno circostante.
Tanti altri festeggiarono la felicità di Cenerantola, quel giorno e si rallegrarono della sua gioia: lei stessa, nella sua mente, vide la fata Mammina ammiccarle in segno di approvazione.
L’unico assente giustificato fu Re Arturo, impegnato ad apprendere ogni tecnica di magia nera dalla scrupolosa Maga Macchè, divenuta la sua prima consigliera, dopo aver sconfitto ed ucciso il Mago Martino nel duello di magia che li vide protagonisti; d’altronde, per governare un regno intero, la prima regola è quella di incutere timore ad ogni suddito dello stesso ed il terrore è certamente l’arma migliore e la più affidabile.
Un pranzo meraviglioso: una festa indimenticabile.
E vissero tutti (O quasi…) felici e contenti.


FINE

mercoledì 13 aprile 2011

IL MIO SITO!!!!!

Amici.
Con grande piacere, annuncio a tutti che www.fabriziocarollo.it è finalmente ONLINE!
Ringrazio di cuore il webmaster MASSIMO MAIONE che ha reso possibile tutto ciò, con grande impegno e professionalità, consentendo al sottoscritto di realizzare un altro suo grande sogno!
Spero accorriate numerosi a visitarlo!


http://www.fabriziocarollo.it





All'interno del sito potrete anche trovare il link diretto al blog, nell'intenzione appunto di seguire facilmente entrambi i miei mezzi di comunicazione web, per tenervi sempre aggiornati sulle mie inziative ed attività nonché sui mei pensieri.

Un abbraccio a tutti voi.
Fabrizio

L'Universo della passione profonda: Andrea Pelliccioni

Cari Amici, è con vero piacere che vi presento la prima puntata della mia rubrica, che potete trovare sul mensile RESTO DI SASSO.
Ogni mese, un incontro con artisti più o meno noti, provenienti da tutta Italia. Una chiacchierata informale con ognuno di loro per addentrarci nel mondo della loro passione che li spinge a creare ed a rendere un po' più colorito ed affascinante il nostro mondo.
Spero la seguirete in tanti.
Affettuosi saluti, Fabrizio.



martedì 22 marzo 2011

Presentazione"Il Sonno del Mostro"

Sempre dalla puntata di DolceAmaro, la presentazione del mio nuovo libro e il simpatico intervento di Eraldo Turra alla fine.

In Amore...tutto è permesso?

La mia opinione sull'argomento della puntata di DolceAmaro del 10 Marzo. Mi piacciono da matti gli scambi di battute con il grande Silvano!
Buona Visione!!

domenica 13 marzo 2011

Scott Bakula - Imagine (Quantum Leap OST)

Faccio solo capolino per qualche istante per condividere con chiunque passasse da queste parti questa splendida cover di Imagine dell'immortale John, cantata da Scott Bakula. Anche in questa versione non posso fare a meno che il mio cuore si apra quando sento la più bella frase mai detta:
"You may say i'm a dreamer...but i'm not the only one. I hope someday you'll join us...and the world will be as one..."
Buona Vita a tutti voi.

mercoledì 2 marzo 2011

Resto di Sasso Marzo 2011

Cari amici, oggi vi presento la mia intervista a Concetta Balzotti, presidentessa dell'associazione Onlus A.M.I.C.I. , che ho avuto il piacere di conoscere e un mio racconto breve che già pubblicai nelle pagine del mio blog. Entrambi gli articoli sono pubblicati nel numero di marzo del mensile sassese "Resto Di Sasso".
Spero leggiate numerosi!
Un caro saluto.
Fabrizio.



giovedì 17 febbraio 2011

"Un'isola normale"




Oltre ad essere un caro amico dei tempi di scuola che non vedevo da molti anni e che Facebook mi ha dato la fortuna di poter ritrovare, Francesco Neri è un ragazzo in gamba che condivide la mia stessa passione per la scrittura.
Nel suo primo libro,edito da Pendragon,questa passione traspare prepotentemente e chiaramente.
Un'isola normale è un romanzo davvero completo. L'ho letto in brevissimo tempo perché scorre perfettamente ed il linguaggio semplice e chiaro trasporta davvero il lettore nella vicenda! I personaggi sono davvero ben costruiti e sfaccettati e soprattutto reali! Le situazioni mai esagerate e gli sprazzi di umorismo sempre ben inseriti nella storia e sempre di buon gusto e gradevoli. Un ottimo romanzo d'esordio per uno scrittore che utilizza un metodo di narrazione accattivante che ricorda le linee guida dei romanzi dei primi anni del Novecento. Sono certo che Francesco farà ancora tantissima strada e che questa non sarà la sua unica avventura nella scrittura. Spero di essere ancora testimone della sua carriera.

Foto: assieme all'autore del romanzo, durante la presentazione alla biblioteca comunale di Castenaso (BO)

domenica 13 febbraio 2011

Canzone e Scrittura: Il Cielo




Canto e scrittura: due forme d'arte che provengono dal cuore delle nostre emozioni più profonde e che possono sposarsi davvero alla perfezione. Ne è un esempio questo sodalizio tra me ed il cantante Alfio Barbera: ospiti del carnevale di Minerbio ed al servizio del sempre immenso Renato Zero, ho pensato di scrivere un pensiero su una delle sue canzoni più belle e significative, introducendo la stupenda esibizione vocale di Alfio. Buon ascolto!!

Fabrizio.

sabato 12 febbraio 2011

Il Cielo




Un piccolo inno a ciò che ci segue sempre nella nostra vita. Ciò che appare semplice eppure incredibilmente complesso ed affascinante. Ciò che alimenta i nostri sogni. Semplicemente il cielo.

"Il cielo...così sconfinato e tanto affascinante nella sua pura semplicità. Così semplice eppure colmo di assoluta perfezione.
Testimone della nascita del mondo. Spettatore di tragedie, amore, sconfitte e rivalse.
Ispiratore dei sogni e delle speranze di tutti noi.
Compagno della nostra vita e soglia d'ingresso a mondi immaginari o forse reali, coltivati nella mente e nel cuore.
Obiettivo del nostro costante desiderio di librarci in esso.
Emblema di serena eternità e talvolta forte nel ridare il sorriso e la voglia di vivere se guardato con ottimismo e con gli occhi del nostro vero io.
Il cielo: azzurro come la sensazione di pace che cerchiamo continuamente per noi stessi ed i nostri cari.
Rosso come il calore che ricerchiamo e che ci scalda il cuore.
Nero e stellato per confortare il nostro riposo e spingerci a non smettere mai di sognare e credere in quello che facciamo.
Il cielo...amato, desiderato, cantato...semplicemente,meravigliosamente,eternamente …il cielo”.

mercoledì 9 febbraio 2011

Per un istante, nella notte.

Durante le mie numerose notti insonni ho auto l'ispirazione per questo breve racconto. Una parentesi d'amore tra tanti incubi. Un mondo ancora abbastanza inesplorato per la mia esperienza di scrittore. Ma l'ispirazione ti stupisce e sorprende quando meno te l'aspetti e guida la tua mano e la mente permettendo al cuore di esprimersi intensamente. "Per un istante,nella notte" è una storia breve, intrisa di profonda malinconia e calda dolcezza, proprio come l'amore in sè.
L'eco di un legame profondo ormai lontano e forse perso per sempre. Il ricordo e la malinconia...la speranza di vederla ancora e di aggrapparsi ad una dolce ed amara illusione.
Buona Lettura

Fabrizio.




" Mi giro di continuo nel letto.
La notte,all’apice del suo silenzio,ha già avvolto ogni cosa, donando il consueto riposo e l’agognata tregua dai deliri del mondo.
Non per me.
Non riesco a prendere sonno e, per quanto mi sforzi, ogni tentativo fallisce, come i primi vacillanti passi di un bambino.
Mi sento stanco,pesante,triste.
Ogni respiro è una grossa fatica da portare a termine ed il cuscino, ormai umido delle mie lacrime, non è soffice abbastanza per consolarmi.
Piango ancora; spero che il dolore divenga così forte da sfinirmi e farmi crollare ma non succede.
La penso.
Non riesco a smettere di pensarla.
Chissà se starà dormendo.
Mi piace credere che sia sveglia, che mi possa regalare almeno un fugace momento della sua veglia.
Il mio sguardo perfora la notte,il tempo,lo spazio.
La raggiungo...la vedo.
Distesa sul letto. Spettinata, semplice,bellissima. E lontana.
Un singhiozzo più intenso e repentino mi scuote come se avessi appena ricevuto una frustata particolarmente violenta.
Chiudo gli occhi, li stringo forte ma le lacrime escono ugualmente, imbevendo ancora il guanciale.
In mezzo al dolore,qualcosa arriva a cullarmi ed a sorprendermi.
Il suo profumo.
Lo sento.
Il dolce aroma della sua pelle.
E poi la vedo.
Sdraiata accanto a me.
Mi sorride mentre allunga una mano sul mio viso, asciugando il mio dolore con dolcezza.
I suoi occhi pieni di vita mi rapiscono,trascinandomi nel suo grembo, coinvolgendomi ed adagiandomi in una calda culla di serenità.
La guardo ancora.
Anche nella notte posso vederla bene: ogni suo lineamento è illuminato dalla luce del mio amore.

“Tu non sei qui. Non sei reale.” Le sussurro consapevole ma sorridendole felice. Felice di quell’attesa illusione a cui mi aggrappo senza incertezze o compromessi.
Accetto il bacio tenero e profondo che regala alle mie labbra vogliose di riceverlo: vorrei non finisse mai.

Sorride: “Ha importanza?”

“Oh,sì...” riesco a dirle, infilando le parole nel mezzo del mio lungo sospiro. Piangendo ancora.
L’abbraccio stretta; la sento con tutto me stesso.

“Ti amo.”
“Ti amo anch’io.”

Poi,riapro gli occhi. Uno spiffero scuote le lenzuola e mi lascia un brivido prima di sparire.
E sono ancora solo, nella notte.
Senza sonno.
Triste.
Vuoto ed abbracciato dalla malinconia.
L’illusione di lei ancora accanto a me. E la speranza di tornare a vederla, anche se solo per un istante.
Anche se solo per una bellissima parentesi di dolcezza e d’amore. "

FINE

martedì 8 febbraio 2011

Una famiglia irrinunciabile!

Continua la mia serie di ospitate al talk show televisivo di Telesanterno "Dolceamaro", condotto da Silvano Silvi ed in onda il Giovedì sera dalle 21.00 alle 23.00.
Come già ebbi occasione di dire in passato,una splendida avventura che continua ancora oggi e che spero duri ancora a lungo! Una famiglia davvero preziosa ed una fonte di divertimento assicurato! E solo divertimento semplice e genuino!!!
Ecco alcune foto delle ultime puntate.

(Foto di Renato Baruffaldi)

Con il comico Francesco Friggione



Assieme al grande Maurizio Cevenini ed il suo libro "Bologna nel cuore"



La leggenda: Eraldo Turra



Con il cantante Alfio Barbera, il fotografo Renato Baruffaldi
e il mitico Franco Colomba







Con la simpaticissima e bravissima
cantante Claudia Raganella

il tenore Cristiano Cremonini

e la showgirl Silvia Pasin





E i padroni del salotto:
SILVANO SILVI E FRANCESCA GIANNUZZI!





Seguiteci in tanti,mi raccomando!! Ne vale davvero la pena!
Un abbraccio a tutti!

LUI E' QUI!!!!





A distanza di quasi un anno da DUSK, finalmente il mio secondogenito vede la luce!
IL SONNO DEL MOSTRO, è una raccolta horror dove la normalità non esiste e la realtà come la conosciamo non ha alcun senso!
La creatura perversa imprigionata da millenni ai confini del mondo e vittima di un sonno forzato e delirante fa da filo conduttore alle dieci storie del libro: dieci sogni crudeli e perversi di un mostro che attende di essere liberato per diffondere l'orrore nel mondo.
Dieci parabole di follia in cui i protagonisti dovranno imparare a non seguire alcuna regola se vogliono sopravvivere.
Dieci deliri che omaggiano gli incubi di Lovecraft,Poe e del più moderno King.
Dieci incubi contorti scaturiti dalla mente di un mostro osceno: un viaggio nel buio più profondo e nell'angoscia senza fine. Nessun buono,nessun cattivo,nessuna speranza di redenzione e colpi di scena che vanno alla gola e la lacerano!!!
IL SONNO DEL MOSTRO, edito da DUSK EDIZIONI, lo potete trovare al prezzo di 14 euro sul sito WWW.LULU.COM (trovate il link nell'elenco a destra) sia in versione libro che in documento PDF scaricabile al prezzo di 3 euro. Intanto godetevi la sanguinosa e succosa copertina!!!! Vi aspetto all'interno del gigantesco portale,se avete il coraggio di varcarne la soglia...

mercoledì 26 gennaio 2011

LA VOCE





Daniel sta combattendo. Sta perdendo.
Il ring è troppo piccolo per sfuggire alla furia dell'avversario. cade al tappeto ancora ed ancora. distrutto nell'animo e nello spirito e pronto a lasciarsi andare e ad accettare la sconfitta.
Eppure, quella voce lo incoraggia, lo esorta a rialzarsi ed a combattere ancora: una voce certa che possa vincere per il pubblico e per sè stesso. Una voce familiare che non sa dire da dove provenga. una voce amica che crede in lui a dispetto di tutto. Una voce che lo spaventa e lo conforta.
E prima che il lento conteggio abbia termine, Daniel deve scegliere se rialzarsi oppure no...
Un racconto breve per ognuno di noi. Aspetto le vostre richieste di lettura.
Sogni d'oro a tutti voi!

Fabry

martedì 18 gennaio 2011